·acqua da bere·

blog ispirazioni acqua da bere


Faccio molte pause quando leggo di poesia.

Ogni riga contiene intoppi,

come ragni che mi bloccano il respiro.

Niente di malvagio però.

E’ una catena che mi affossa e mi devo riprendere,

da tanto mi percuote.

Scivolo via dalle parole e loro si smembrano,

addormentandosi nella mia gola.

 

Riprendo fiato e ricomincio.

Vado a bocconi, sminuzzando ogni lettera,

così da poterla sentire suonare tra le narici.

Qualche volta sento un profumo.

Il gelsomino nella A. L’esempio nella parola “terra”.

Succede che mi devo fermare,

tra tutta quella scuola di lettere e sentire,

che mi sembra mi vada di traverso.

 

Poi sorrido e faccio un ghigno,

stendo le labbra, alzo le sopracciglia.

Fisso il vuoto e proclamo l’autore.

Do un nome a quel ragno

che ha addomesticato le mie meningi,

ingabbiato il mio lato destro.

Un nome che mi riporti alla sabbia e al deserto,

dove non c’è altro che si desidera: acqua da bere.


·acqua da bere·

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *