·arcobaleni·

blog racconti arcobaleni


Si dice che la magia non esista, ma si dicono tante cavolate.
Pensare che la magia esista è sbagliato, pensare che non esista, pure.

Quindi, quando la si vede balzare agli occhi, si pensa di tutto, tranne che sia magia.
Forse, è il dono del sè a far si che esista, che quando lui esce si fa vedere, ti fa vedere.

Quindi, se segui le lucciole, ti infili nella tana, respiri gli alberi mentre loro ti indicano la via, guardi in su, abbracci la luna testarda che ti tende la rotta, fai tanta, tanta strada mentre le lucciole ti accompagnano … allora, forse, vedi la magia.
E non importa se tu sai che sono i puntini della tua mente a fare le magie come le chiamano gli stregoni, non importa se, in fondo, vedi solo ciò che vuoi vedere.

È altro ciò che conta: che alla fine le cose importanti sono colorate.
È questo l’essenziale.
La luna, le stelle, il sole, sono tutte cose gialle.

Noi le vediamo gialle anche se gialle da vicino non sono. Ma per noi sono gialle.
L’ importante è ciò che l’ Occhio vede.
E, “se l’occhio vede il cuor non duole“, diceva qualcuno che parlava all’ incontrario.
Quindi, seguendo la logica di questo ragionamento, dato che tutte le cose importanti sono gialle, allora il Sè è senza dubbio giallo.
E il Sè è nella pancia. Ed è un colore primario.
Quando si trovano i colori primari si può fare tutto.
E i colori primari sono tre: rosso, giallo, blu.

Rosso è il basso, è il cuore della terra, il sangue delle vene, sono tutte le cose importanti.                              Le radici sono rosse senza dubbio alcuno: il rosso è il passato, la casa, la dimora.
Insomma, le cose importanti.
Blu è l’alto: il cielo, l’acqua, il mare. Sono cose fisse e immutabili, anche queste sono cose importanti.

Quindi, sommando il rosso al blu si ottiene il viola. Colore del profondo, del divino, del contrario.
Sommando il blu al giallo si ottiene il verde: il colore del cuore (anche se tutti pensano sia rosso).
Il verde dei prati liberi, della cura del fogliame, delle piante da annaffiare.
Sommando il giallo al rosso si ottiene l’arancione, quello delle fosse umide e spalancate, che a guardare bene c’è l’infinito dentro lì.
Poi, mentre si guarda tutto questo, lo si vede spuntare fuori come l’indaco – e allora non puoi più dire che guardi, puoi dire che vedi – e, mentre vedi, usi la tua voce chiara e cristallina come il ruscello che hai nella gola, fatto di un azzurro che sa di acqua piovana.
Sono queste le cose importanti: mescolare i colori.
Farne arcobaleno.

Che tutta questa paura io non ho mica capito su che colore sarebbe stata posizionata.                          Cioè, se penso alla paura, la paura dovrebbe essere sul nero.                                                                            Quindi andrebbero mischiati tutti i colori e fatto un bel carnevale di tempere: un grumo scuro.
Ma, se parliamo all’incontrario, in realtà il nero è il bianco.
Quindi si vedono i colori.
Che sia la paura che fa vedere allora?!
È una considerazione piuttosto nuova.
Tutta questa paura della paura, che è più avere paura della paura che fa la paura.
A me comunque, da quando ho paura, è tutto chiaro.                                                                                                     È questa la cosa importante.


·arcobaleni·

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *