·nella tua cucina·

blog racconti nella tua cucina


Non so come sono finita ad arrampicarmi sui mobili della tua cucina.
Ma tant’è che sono qui.
Sorseggi piano la tua birra, guardandomi storto.
Hai fame, te lo leggo negli occhi.
Ho comprato una camicia per venire da te stasera.

Non so perché.
Non mi piace molto, ma volevo qualcosa di nuovo per stasera.
La tua cucina è piccola, vecchia, scolorita e lasciata andare.
Nemmeno io sono nuova qui.
Questa nostra volta però è nuova. La mia camicia è nuova.
Qualche tua bottiglia, anche.
Mi offri qualcosa da bere? No, non ho fame, grazie.

Mi sai di orso.
E io mi sento libellula che si arrampica tra gli stipiti della tua cucina mentre tu mi premi ovunque.
Mi lasci respirare? Non trovo spazio, mi stai troppo addosso.
Se tiro questa porta viene giù qualcosa? Regge il pomello?
L’acciaio è freddo. Non ci sto, qui.
Mi sento uno spaghetto che si contorce in modo quasi viscido tra il legno della tua cucina, spento, in disuso, macchiato.

Ma quando la cambi sta cosa?
Quando ci siamo visti l’ultima volta? Tre anni fa? Ieri?
È sempre oggi quando ci vediamo.

Hai cambiato la cucina, lo so.
Hai cambiato i mobili, tutti quanti.
Hai anche cambiato casa.
Non credo lei sia fortunata.
A me ogni tanto vieni in mente.
Mi manca solo la tua cucina, quel momento, non tu.
Non può essere fortunata lei, non si arrampica come facevo io.
Io invece sono fortunata. Non ti ho più dato me.
Sono molto fortunata.


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