⋅in soffitta⋅

blog racconti in soffitta

“c’è sempre del vento in soffitta.

tanto vento, tanto vento.

vento, vento, vento.”

 

ci sono bambole in soffitta.

i tuoi piedi penzolano dal letto polveroso.

ballano anche loro.

le bambole stanno lassù.

son fatte tutte di cera, intonse, allarmate, ci guardano.

i piedi giocano con la polvere del tappeto, quasi quasi si inceneriscono anche loro.

hai grandi occhi nocciola, le ciglia lunghe, le scarpette di vernice.

che ci fai lassù? – mi chiedo

scendi dal letto, osservi le bambole, chini la testa di lato.

sei bella tu.

le mani si allungano e ne scelgono una.

ha occhi impomatati e labbra dischiuse.

le tocchi i capelli, sfiorando i nastrini ai lati, e poi torni sul letto.

la metti di fianco a te, mentre la fuliggine della polvere si fa pesante.

una lampada fatta a fungo vi osserva aspettare, i calzini ricamati scendono un po’ dalle ginocchia.

ve ne state a respirare l’aria sincera di cose vissute, dimenticate.

l’odore è tipicamente stantio e ruggente, di quegli odori tipici che ti si incollano in fronte.

i tuoi occhi si appiattiscono e guardano le bambole. sono pulite e perfette, lasciate là a far da veglia.

i tuoi piedi riprendono la danza e fanno su e giù come a segnare il tempo.

ti giri verso la bambola che si è incollata al letto, in equilibrio nella fossetta che le hai creato.

intoni una cantilena dolce:

“c’è sempre del vento in soffitta.

tanto vento, tanto vento.

vento, vento, vento.”

⋅in soffitta⋅

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